«Il calcio femminile per crescere ha bisogno dell’aiuto del Sud»

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Inviato da operatore il Mar, 11/10/2016 - 20:36

PALERMO. I primi passi sono stati mossi, ora serve “il coraggio dell’uguaglianza” perché anche in Italia il calcio femminile assuma uno status all’altezza delle altre grandi potenze europee. Cresciuto come arbitro prima di guidare il movimento dilettantistico in Sicilia, Sandro Morgana è stato scelto nell’aprile scorso da Antonio Cosentino per rilanciare il pallone rosa e si è subito rimboccato le maniche. «La prima cosa di cui mi sono preoccupato è stato mettere ordine e dare certezze - racconta in un forum all’Agenzia Italpress, tracciando un bilancio di questi primi mesi da responsabile del dipartimento calcio femminile - Ho subito detto che non avrei fatto promesse che non avrei potuto mantenere e che avrei assunto l’impegno di lavorare mettendo a disposizione le mie energie per questo movimento. E oggi posso dire che tutto quello che ho detto si sta avverando». Morgana si guarda indietro e rivendica con orgoglio la riorganizzazione dei calendari, l’abbassamento delle quote di iscrizione (settemila euro in meno) ma soprattutto la riforma dei campionati, portando l’organico da 60 a 72 squadre. Servirà coinvolgere anche il Sud: «Dobbiamo far capire che il calcio femminile e quello dilettantistico possono avere ampi margini di sviluppo nel meridione d’Italia, dove ci sono gli spazi. Bisogna investire, possiamo crescere, nel prossimo futuro la differenza si farà con la qualità, non con la quantità, e questo vale anche per il Sud. Penso per esempio al Palermo, potrebbe fare magari uno sforzo in più e venirci incontro».